I call center, gli artisti della truffa…
Da qualche tempo sono entrate in vigore nuove disposizioni pensate per mettere un freno alle attivazioni non autorizzate di contratti luce e gas. L’obiettivo era chiaro: vietare ai call center di attivare forniture energetiche senza il consenso esplicito e verificato del consumatore, ponendo fine a una pratica che aveva già rovinato la vita a migliaia di persone ritrovatesi con contratti mai richiesti e bollette da pagare a fornitori sconosciuti. Una misura attesa, salutata positivamente dalle associazioni dei consumatori e da chiunque avesse subito in prima persona o visto subire a un familiare il classico cambio di fornitore non voluto, scoperto solo mesi dopo sulla bolletta.
I truffatori, però, non si sono fermati. Si sono semplicemente adattati, spostando il problema dal telefono a internet. Il canale è cambiato, la tecnica si è raffinata, ma il risultato per la vittima è esattamente lo stesso di prima: un contratto attivo che non ha mai firmato, con un fornitore che non ha mai scelto.
Il meccanismo è studiato nei minimi dettagli. Tutto inizia con un SMS che arriva sul cellulare senza preavviso, contenente un codice OTP — quel tipo di sequenza numerica usa-e-getta che siamo abituati a ricevere quando confermiamo un acquisto online, un accesso a un portale bancario o una transazione con carta. Chi lo riceve senza aspettarselo è comprensibilmente disorientato: non ha fatto nulla, non ha visitato nessun sito, non ha richiesto niente. Non sa spiegarsi il perché di quel messaggio, e questo stato di confusione è esattamente quello che i truffatori stanno aspettando.
Pochi secondi dopo, arriva la telefonata. Dall’altra parte c’è qualcuno che si presenta come rappresentante di una non meglio specificata “autorità dell’energia elettrica” — un nome vago ma che suona ufficiale, istituzionale, autorevole. L’operatore fornisce immediatamente una spiegazione che sembra risolvere il mistero: quel messaggio che hai appena ricevuto ti qualifica per ricevere il bonus energia e gas. Si tratta di un’agevolazione prevista per i consumatori, e per attivarla è sufficiente comunicare il codice che hai ricevuto. Niente moduli, niente documenti, niente firme: solo quel numero, e il bonus è tuo.
È una bugia costruita con cura, che sfrutta la tempistica perfetta tra l’SMS e la chiamata per sembrare credibile. In realtà, quell’OTP non ha niente a che fare con nessun bonus e con nessuna autorità pubblica. I truffatori avevano già inserito i dati della vittima — nome, cognome, codice fiscale, indirizzo di fornitura, tutti reperibili in vari modi — sul sito web di un fornitore di energia, avviando in autonomia la procedura per stipulare un contratto online a insaputa dell’intestatario. L’OTP era il passaggio finale di quella procedura: la firma digitale che il sito richiede per confermare il consenso. Comunicandolo al telefono, la vittima autorizza inconsapevolmente un cambio di fornitore che non ha mai voluto e di cui non saprà nulla fino all’arrivo della prima bolletta dal nuovo gestore.
Il motivo per cui questa tecnica riesce ad aggirare le nuove normative è tecnico ma importante da capire. Le regole introdotte per proteggere i consumatori vietano le attivazioni tramite chiamata telefonica, imponendo verifiche più stringenti proprio sul canale voce. Questo contratto, però, non viene classificato come attivazione telefonica: nasce sul sito web del fornitore, segue il percorso di una normale sottoscrizione online e porta persino la “firma” del consumatore, rappresentata da quel codice OTP che la vittima ha comunicato spontaneamente. Agli occhi del sistema, tutto appare regolare. L’irregolarità è nella telefonata che ha preceduto la firma, ma dimostrarlo non è semplice.
Sapere come funziona questo schema è già una forma concreta di difesa. La regola più importante da tenere a mente è che un codice OTP è l’equivalente digitale di una firma autografa: chiunque te lo chieda per telefono, indipendentemente da chi dice di essere e da quale motivazione porta, sta cercando di farti sottoscrivere qualcosa senza che tu sappia cosa stai firmando. Nessun ente pubblico, nessuna autorità dell’energia, nessun gestore legittimo utilizza questo metodo per erogare bonus o agevolazioni. I bonus esistono, ma vengono applicati automaticamente in base al proprio ISEE o richiesti attraverso canali ufficiali come il proprio fornitore attuale o i CAF, mai tramite una telefonata a sorpresa che chiede un codice ricevuto per SMS.
Se arriva un OTP inatteso, la cosa più prudente è non fare nulla: non rispondere alla telefonata che quasi certamente seguirà, o se si risponde, non comunicare mai il codice. Se si ha il dubbio che il proprio contratto di fornitura abbia subito modifiche, il modo corretto per verificarlo è chiamare direttamente il proprio fornitore usando il numero stampato in bolletta, oppure accedere all’area clienti del sito ufficiale. Mai richiamare il numero da cui si è ricevuta la telefonata sospetta.
Vale la pena condividere queste informazioni con chi ci sta intorno, in particolare con le persone anziane, che rappresentano il bersaglio preferito di questo tipo di raggiri. Non perché siano meno intelligenti, ma perché spesso sono meno familiari con i meccanismi delle attivazioni online e con il funzionamento degli OTP, e proprio questa distanza li rende più vulnerabili a una spiegazione che sembra plausibile. Raccontare come funziona la truffa, con parole semplici e un esempio concreto, è spesso il modo più efficace per evitare che accada davvero.
