Truffe

La truffa del “Residence Andrea”: come un finto affitto ha ingannato centinaia di famiglie a Cesenatico

Nel weekend del 2-3 agosto 2026 Cesenatico si è trovata al centro di una delle truffe turistiche più estese degli ultimi anni in Italia. Decine di famiglie, arrivate dal Nord Italia e dall’estero con la valigia in mano, si sono presentate in viale Pascoli per prendere possesso dell’appartamento prenotato al “Residence Andrea” e hanno trovato al loro posto la sede di un’agenzia assicurativa. Il residence, semplicemente, non esisteva. Secondo il sindaco Matteo Gozzoli, il bilancio è di circa 50 famiglie ricollocate per oltre 120 persone coinvolte, con più di 50 denunce già presentate alle forze dell’ordine e le indagini di Carabinieri e Polizia Postale tuttora in corso.

Il meccanismo della truffa è quello che i tecnici chiamano “casa fantasma”, ed è tra i più diffusi nel settore degli affitti brevi. I truffatori hanno utilizzato le fotografie di un appartamento realmente esistente e regolarmente registrato al portale nazionale degli affitti brevi, sottraendole da un annuncio legittimo. Hanno poi pubblicato inserzioni su piattaforme di prenotazione con quelle immagini, un Codice Identificativo Nazionale (CIN) preso da un altro alloggio reale e, secondo quanto emerso dalle indagini, un’identità rubata: quella di un vero Andrea Angelini, usata per dare credibilità al “Residence Da Andrea” e a un secondo residence gemello, il “Residence Angelini”. Le vittime versavano caparre e affitti direttamente ai presunti gestori, fuori dai circuiti di pagamento protetti delle piattaforme ufficiali.

A rendere l’offerta irresistibile erano i prezzi, volutamente fuori mercato: una settimana in alta stagione a meno di 800 euro, il 50-60% sotto la media della zona in quel periodo. Un altro segnale che avrebbe dovuto insospettire era l’assenza totale di recensioni sulla struttura. Nonostante l’allarme lanciato dalla polizia locale, che ha affisso un cartello sul posto per avvisare i nuovi arrivi, le famiglie hanno continuato a presentarsi per giorni, complice il fatto che le prenotazioni erano già state pagate settimane o mesi prima. Le indagini hanno poi collegato lo stesso schema a un residence fantasma a Milano Marittima, dove risulta essere caduta vittima anche una famiglia belga già truffata a Cesenatico: raggirata due volte nella stessa vacanza.

Non è un caso isolato né una novità assoluta: la Polizia di Stato, in collaborazione con Airbnb, pubblica ogni estate una guida con sette consigli per riconoscere ed evitare proprio questo tipo di raggiro, sempre più sofisticato anche per l’uso dell’intelligenza generativa nella creazione di annunci, testi e immagini realistiche.

Ecco le precauzioni concrete da adottare prima di prenotare una casa vacanze online.

Diffidate dai prezzi troppo bassi rispetto alla media della zona e del periodo. Uno sconto del 50-60% in piena alta stagione, come nel caso di Cesenatico, non è un’offerta fortunata: è quasi sempre il primo segnale di un raggiro.

Verificate sempre la presenza di recensioni reali sull’annuncio e sul profilo dell’host. Un alloggio senza nessuna recensione, soprattutto se il prezzo è molto competitivo, merita massima cautela.

Prenotate, pagate e comunicate esclusivamente attraverso la piattaforma ufficiale (Airbnb, Booking o altre) per beneficiare delle garanzie e delle politiche di rimborso previste, come la protezione AirCover di Airbnb. Non uscite mai dalla chat interna della piattaforma per accordarvi privatamente con l’host.

Non pagate mai con bonifico diretto o richieste di caparra fuori piattaforma. È contrario ai termini di servizio di qualunque OTA seria: pagate solo con carta di credito attraverso il sito ufficiale, che trattiene la somma e la inoltra all’host solo dopo il check-in.

Non cliccate su link ricevuti via SMS, email o social che rimandano a pagine di pagamento esterne: possono essere siti clone identici agli originali, creati apposta per rubare dati e credenziali.

Controllate l’esistenza del CIN (Codice Identificativo Nazionale) associato all’immobile sul portale nazionale delle locazioni brevi, e verificate che corrisponda effettivamente all’indirizzo dell’annuncio: nel caso di Cesenatico il CIN era reale, ma relativo a un altro alloggio.

In caso di sospetto, contattate subito la piattaforma di prenotazione, la vostra banca (per bloccare o contestare il pagamento) e sporgete denuncia alla Polizia Postale, anche tramite il portale del Commissariato di P.S. Online.

Un ultimo dato utile: secondo la campagna di prevenzione Polizia di Stato-Airbnb, le vittime più frequenti di questo tipo di truffe sono i giovani tra i 18 e i 24 anni, mentre gli over 65 risultano la fascia più prudente. La lezione di Cesenatico, però, riguarda tutti: un’offerta troppo bella per essere vera, in un mercato dove i prezzi delle vacanze estive sono ben noti, quasi sempre non lo è.