Cyber Bullismo, il caso Galindo

Un ragazzo di 11 anni sarebbe morto suicida dopo essere saltato da un edificio di dieci piani mentre giocava a un nuovo gioco suicida online simile alla Blue Whale Challenge. Si trovava a Napoli ed è successo il 30 settembre e prima di saltare nel vuoto ha mandato un ultimo messaggio ai genitori: “Ora ho un uomo incappucciato davanti. Non ho più tempo“.

La procura ha aperto un’inchiesta per capire se ci sia stata l’istigazione a prendere parte a un gioco suicida, che prende di mira i bambini.

Il nome ricorrente è diventato quello di Jonathan Galindo, un inquietante personaggio con la faccia da “Pippo” anche se di sembianze deformate, che indurrebbe i ragazzi ad atti di autolesionismo in nome di un folle gioco. I resoconti dei media hanno suggerito che il ragazzo, che era “sano e sportivo”, potrebbe essere morto dopo aver partecipato a un gioco chiamato “Jonathan Galindo”.

Questo gioco è basato su un uomo dall’aspetto sinistro con un cappuccio nero che mostra l’aspetto benevolo di Pippo della Disney, che richiede amicizia su ogni possibile canale di social media come Facebook, Instagram, TikTok e Twitter.

Il gioco ha lo scopo di attirare i bambini e coinvolgerli in una serie di sfide. Le sfide includono “prove di coraggio” come l’autolesionismo e persino il suicidio. Secondo quanto riferito, le vittime sono spesso minacciate di far trapelare i propri dati personali, se non partecipano.

Secondo i resoconti dei media locali, i suoi genitori avrebbero detto che il ragazzo era un bambino sereno e felice e che “non c’erano problemi apparenti, tranne un’irrequietezza, forse a causa della sfida mortale che aveva intrapreso“.

La Procura per i minori sta indagando, dopo che la polizia ha preso il cellulare e la console del bambino, per vedere con chi era stato in contatto prima di morire.

Il gioco mortale si è evoluto dalla Blue Whale Challenge emersa online nel 2016, che è stata collegata a oltre 100 morti in Russia e per la quale ci sono dei processi ancora in corso.

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